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  • Erika Nicastri

    L'ippoterapia anche ad Alcamo

    di Erika Nicastri | domenica 13 aprile 2008 08:52

    Cavallo con bimbo

    Sul sito del Ministero della salute della Repubblica italiana troviamo ad accoglierci la frase "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti". La salute, la nostra e quella degli altri, di chi ci sta intorno, di quelli meno fortunati e di quelli più fortunati, è un bene da custodire e coltivare sempre. E aiutare quelli che non hanno i mezzi necessari a coltivare la loro, è segno di civiltà e bontà.

    L'ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, ha origine empiriche antiche perché il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza è ritenuto, da sempre, e non a torto, "straordinaria medicina".

    L'uso dell'equitazione a scopo terapeutico ha avuto inizio già nell'opera di Ippocrate di Coo (460-370 a.C.), che consigliava lunghe cavalcate per combattere l'ansia e l'insonnia. Alla fine della prima guerra mondiale il cavallo è entrato nei programmi di riabilitazione, inizialmente in Scandinavia e in Inghilterra, poi in numerosi altri paesi.

    L'ippoterapia, detta Terapia con il Mezzo del Cavallo (TMC), è stata introdotta in Italia nel 1975 dalla dottoressa belga Danièle Nicolas Citterio che ha contribuito all'uso terapeutico del cavallo attraverso anche l'opera dell'Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre (ANIRE). Questa tecnica agisce grazie all'interazione uomo-cavallo a livello neuro-motorio e a livello neuro-psicologico.

    Perché la terapia a cavallo funziona così bene?

    - perché il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, ai quali perciò è più facile adattarsi con le "compensazioni" del corpo;
    - perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità e, essendo un animale altamente sociale, è comunque molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione;
    - perché il cavallo è facilmente addestrabile;
    - perché per andare a cavallo, alle varie andature, si impegnano numerosi gruppi muscolari e si coinvolgono vari campi della psicofisiologia e della psicomotricità;
    - perché in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento;
    - perché gli ambienti dove vivono i cavalli hanno rumori ed odori caratteristici e per questo molto evocativi;
    - perchè il cavallo è un essere che esprime emozioni proprie come la paura in cui ci si può riconoscere e dove si può assumere un ruolo rassicurante; allo stesso tempo, montare a cavallo, cioè su un animale grande e potente, offre sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi;
    - perché possiede tutte le qualità - calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso, necessarie a stimolare il processo di attaccamento fondamentale per lo sviluppo dell'essere umano.

    Lo sviluppo dell'essere umano... che in alcuni casi ha bisogno degli altri essere umani per il suo continuo svolgimento. Questo è quello che fa ad Alcamo l'Associazione "I Girasoli Onlus" con il suo presidente Pietro Lipari e i suoi sostenitori attuali: la CRI delegazione di Alcamo e la Banca Don Rizzo, rappresentata dal Direttore Generale Carmelo Guido, che da sempre si è mostrata molto sensibile alle tematiche sociali, che con il suo contributo continua a sostenere questa attività riabilitativa e che il 28 marzo scorso ha organizzato una manifestazione per suggellare l'inizio annuale delle attività di ippoterapia con il coinvolgimento sia dei familiari degli utenti disabili che i collaboratori del progetto.

    La manifestazione, che si è svolta nella magnifica cornice del maneggio Country House Western, a Balestrate, prevedeva una dimostrazione di ippoterapia sul campo e poi numerosi interventi, fra cui quello di un sociologo che opera nel settore, del dott. Coppola neuropsichiatra infantile e quello di un genitore che ha disegnato il suo percorso nella disabilità.

    L'associazione svolge la sua attività il mercoledì e venerdì presso il centro ippico Country House Western e ne usufruiscono 22 soggetti disabili, ma l'obiettivo de I Girasoli è crescere per poter soddisfare il numero sempre maggiore di richieste. Detto questo, mettiamoci una mano sul cuore, proponiamo, organizziamo, e soprattutto sosteniamo questa associazione. Le mani che aiutiamo oggi noi, potrebbero essere quelle di chi ci aiuterà domani. Riflettete e agiamo.

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    Categoria: Fatti e notizie | Commenti chiusi (8)

    Commenti:

    • 1. da Antonio_P | domenica 13 aprile 2008 10:53

      Andare a cavallo è straordinario.
      Oltre alle cose elencate da Erika poi c'è il contatto con gli animali, un animale, e la sensazione di libertà oltre che di quel sapore di aria respirata un metro più in alto di come normalmente respiriamo.
      Da sogno..

      Bel post come sempre Erika...
    • 2. da ghibli | domenica 13 aprile 2008 11:07

      L'ippoterapia si va diffondendo sempre di più; purtroppo non sono in molti a poterne usufruire, visto il costo delle lezioni!
      Se si può e non si ha paura dei cavalli è davvero bello provare e appassionarsi.
      Io ci ho provato, ma la mia schiena mi ha chiesto di desistere... che peccato!
    • 3. da baldocarollo | domenica 13 aprile 2008 11:47

      ciao Amerika, il cavallo è un animale meraviglioso, nobile. La sua corsa è elegante ed esprime la libertà e l'energia. I cavalli possono trasmettere emozioni intense, specie poi a chi ha problemi di deambulazione, ai bambini più sfortunati, e a tutti quanti
    • 4. da dyskolos78 | domenica 13 aprile 2008 12:42

      Bell'articolo! Mi piacciono molto questi tipi di terapia, per così dire, deistituzionalizzata. Nel campo della salute mentale si diffondono sempre di più nonostante l'avversione di alcuni. Le "pet therapy" in genere sono molto utili, per esempio quelle che si fanno sui bambini autistici con l'aiuto dei cani.
      E adoro gli asini. Anzi sono un fautore dell'"asinoterapia" (termine appena coniato da me medesino).

      E che dire degli scimpanzè? Con i bambini sono deliziosi!

      E dei criceti?

      E' molto interessante questo nuovo tipo di rapporto tra l'uomo e gli altri animali anche perché ci mostra che l'uomo, appunto, è un animale tra gli altri. Va bene, parlo per me: io sono un animale!
    • 5. da amerika | domenica 13 aprile 2008 15:30

      Sono assolutamente daccordo con te, dys.
    • 6. da gipsy | domenica 13 aprile 2008 18:58

      ho avuto modo di collaborare con l'associazione "I girasoli" come volontaria ed è stata un esperienza meravigliosa!!!!Ho conosciuto bambini incredibilii, bambini che mi hanno trasmesso tante emozioni e che porto con me nel cuore!Invito tutti voi a provare un esperienza del genere perchè per me è stata indimenticabile, e mi dispiace non poterla portare avanti per motivi logistici quali la lontananza !!ho saputo unire le mie due passioni quali il volontariato e il cavallo, animle che adoro anche se un pò di volte me la sono vista brutta(cadute, morsi, piedi pestati)ma nonotante questo non riesco ad odiarlo!!!ciao a tutti


    • 7. da amerika | lunedì 14 aprile 2008 00:20

      Gipsy ci vorrebbero più persone come te...ciao
    • 8. da gabbianella | lunedì 14 aprile 2008 12:30

      Ciao Erika,
      bello l'argomento scelto... mio marito sarebbe sicuramente d'accordo avendo 2 cavalli e amandoli, io personalmente ho un po' paura ma ho potuto appurare che creando un qualche legame con questi animali o semplicemente osservandoli se ne trae un immediato senso di serenita'.

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