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In questi giorni parliamo di...
di Roberto Scurto | lunedì 2 giugno 2008 08:15

Roma, Quartiere Tuscolano. In una palazzina rosa di Viale Amelia c'è una finestra aperta al penultimo piano. Fa proprio caldo e l'unico rumore che si sente è il ronzio delle pale di enormi ventilatori. Rita, una ragazzina di 18 anni, sta studiando per gli esami di maturità. Sotto i libri il suo diario pieno zeppo di intime confessioni e di vari pensieri. Si alza spesso dalla sua scrivania, non riesce a concentrarsi e così guarda nervosamente, dalla finestra, i tetti delle case di fronte. Ogni tanto scende giù una lacrima, si asciuga il suo bellissimo viso con un fazzoletto di carta e torna a studiare.
È l'estate del 1992, fa sempre più caldo e Rita si è sdraiata sul letto. Non si trova bene in questa grande città. Che ci fa una picciridda a Roma, una picciridda che non si era mai mossa dalla sua Partanna? Non si trova bene neanche in quella casa accogliente in viale Amelia perché non è sua. Le è stata affidata dal ministero dell'Interno in attesa del processo.
Vorrebbe abbracciare la madre, ma lei è rimasta in Sicilia. Vorrebbe abbracciare il suo nuovo ragazzo, ma al momento non c'è. Non c'è nemmeno Piera, la cognata anche lei di Partanna, con la quale divide l'appartamento romano.
Passano tante albe e tanti tramonti e arrivano puntuali anche gli esami di maturità. Non è poi tanto nervosa e sceglie velocemente la traccia del tema: "la morte del giudice Falcone ha riportato ad attualità il tema della mafia…".
I suoi occhi fissano la parola mafia. In fondo questo argomento lo conosce bene, potrebbe scrivere decine di pagine su quello che ha vissuto a Partanna in casa sua. Proprio lì ha conosciuto la mafia, proprio tra quelle mura, quando vedeva suo padre e suo fratello e si intratteneva con il fidanzato.
Il padre di Rita faceva il paciere a Partanna. Si chiamava Don Vito Atria, ufficialmente pastore di mestiere, ma era un uomo che si occupava di qualsiasi problema. Per tutti trovava soluzioni e fra tutti, metteva pace. Anche suo fratello Nicola faceva parte di Cosa Nostra e il fidanzato Calogero stava diventando anche lui un picciotto.
A Partanna, così come ad Alcamo e nell'intera provincia, erano però scoppiate le guerre di mafia. I sanguinari corleonesi volevano in tutti i mandamenti solo uomini fidati e stavano cercando di spazzare via tutte le vecchie famiglie. A contendersi la Valle del Belice ce n'erano due: gli Ingolia e i Cannata. Quest'ultimi però erano molto più potenti e con l'aiuto dei Corleonesi, in piena ascesa in tutta la Sicilia, stavano vincendo la guerra di mafia a via di omicidi e agguati.
Saranno decine e decine i morti in quella città tra il 1987 e il 1991. Tra questi anche il paciere di Partanna Don Vito Atria, il papà di Rita, ucciso due giorni dopo il matrimonio del figlio Nicola con Piera Aiello. Nicola era nervoso in quei giorni. Voleva vendicarsi, costi quello che costi. Rita, distrutta, riversava tutto il suo affetto e la sua devozione verso di lui. Nicola così le parlava delle persone coinvolte nell'omicidio del padre, del movente, di chi comanda in paese, delle gerarchie, di chi tira le fila… Rita era solo una ragazzina di diciassette anni ma stava diventando custode di segreti più grandi di lei.
Nicola però non fa in tempo a vendicarsi perché anche lui verrà ucciso il 24 giugno 1991. Sua moglie, Piera Aiello, però inizierà presto a collaborare con la giustizia e farà arrestare tantissime persone. Calogero invece ripudia il fidanzamento con Rita, perché ormai lei è parente di Piera, una schifosa collaboratrice di giustizia. Rita ormai non ha più nessuno, resta sola.
Non si vuole però arrendere come ha fatto sua madre. Condividendo tutto quello che stava facendo la cognata, decide che deve darsi da fare anche lei. Non può più tollerare i silenzi omertosi della mamma. "Io sono solo una ragazzina che vuole fare giustizia" scrive nel suo diario mentre i mafiosi di Partanna continuano ad uccidersi nelle strade del paese.
Il 5 novembre del 1991 Rita esce di casa. Invece di andare a scuola va dritta nell'ufficio di Paolo Borsellino, allora procuratore a Marsala. " Mi chiamo Rita Atria e mi presento alla signoria vostra per fornire notizie e circostanze legate alla morte di mio fratello e all'uccisione di mio padre" dice emozionata al giudice.
Borsellino inizia ad ascoltarla attentamente. Rita parla e tantissime persone finiscono in manette. In paese tutti ora la odiano e anche la madre non ne vuole più sapere di quella figlia che parla con gli sbirri. Borsellino sempre più preoccupato per le sorti della picciridda le dice chiaramente: "Piglia una cartina dell'Italia, taglia il triangolino della Sicilia e buttalo via per sempre. La Sicilia la devi dimenticare!"
Rita così ora vive a Roma. Pensa continuamente a Paolo Borsellino dedicandogli tante pagine del suo diario. Anche il giudice ormai la considera come una figlia e fa di tutto per andarla a trovare a Roma. In quei famosi 57 giorni dalla morte di Falcone, Borsellino va due volte a Roma a trovarla. "Chissà come sta la picciriddda?" si chiedeva ogni qual volta i mass media davano brutte notizie.
Il 19 luglio del 1992 purtroppo anche Borsellino salta in aria. Rita apprende la notizia dalla televisione. È crollato il suo mondo. Lo "zio Paolo" non ci sarà più a difenderla da tutto e tutti. Scrive nel suo diario: "Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita".
È passata una settimana dalla strage di Via d'Amelio e a casa di Rita non c'è nessuno. È sola. Osserva con le lacrime agli occhi la luce proveniente dalla finestra e si avvicina a piccoli passi. Dopo pochi attimi si butta giù. È il 26 luglio 1992. Il suo corpo verrà trovato sul selciato sotto quella finestra al penultimo piano di viale Amelia. La caduta l'ha uccisa.
Qualche tempo dopo i funerali, la madre ha preso un martello e ha fracassato senza pietà la lapide sulla tomba della figlia. Eccola la mafia, quel cancro così letale che distrugge anche il rapporto speciale tra madre e figlia.
Tag: rita atria, paolo borsellino, sicilia, mafia, storia
Categoria: Inchieste | Commenti chiusi (67)
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Commenti:
1. da Antonio_P | lunedì 2 giugno 2008 08:36
2. da Rivelino | lunedì 2 giugno 2008 09:36
3. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 10:10
:)
4. da baldocarollo | lunedì 2 giugno 2008 10:48
Ma io sono per il bene e la vita.
5. da ghibli | lunedì 2 giugno 2008 11:14
triste la storia della Rita picciriddra, diventata adulta prima nell'ambito della sua famiglia e dopo per aver dovuto prendere da sola decisioni più grandi di lei. Ma è proprio grazie a questi (spesso ignoti) personaggi che molto si è fatto e tanto ancora si dovrà fare nella lotta contro la mafia, anche se, come tanti, penso che la mafia sia un cancro con metastasi così espanse che difficilmente potrà essere guarito.
6. da ghibli | lunedì 2 giugno 2008 11:33
7. da debora | lunedì 2 giugno 2008 12:39
Questa storia, che conoscevo in maniera superficiale, raccontata in questo modo mi ha fatta emozionare.
Non so perchè, ma mi sono vista nei panni della "picciridda".
Non ho una famiglia mafiosa, non l'ho mai avuta e mi sono chiesta: cosa avrei fatto io al suo posto? Avrei denunciato?
Difficile trovare risposta, ma qualcosa mi dice che lei abbia fatto la cosa giusta e che sarebbe un esempio da seguire.
Grazie Robè!
8. da Ginopito | lunedì 2 giugno 2008 13:13
Chi raccoglierà il suo testimone ?
Pensiamo di proporre il film in ogni caso (anche senza contributi particolari dagli enti pubblici) ... certe memorie non vanno perdute.
9. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 13:15
quello che più mi colpisce di questa brutta storia sono le ultime righe. la madre che distrugge la lapide (ho a casa le foto del momumento fatto a pezzi da un martello).
Qui si evidenzia proprio la sicilianità estremista di molta della nostra gente. Questo mi fa più paura delle stragi.
10. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 13:35
11. da seddik | lunedì 2 giugno 2008 13:41
12. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 15:23
finalmente sono riuscito a vedere Trapani colletti bianchi o qualcosa del genere, e con grande meraviglia mi sono accorto, che hanno montato circa 15 secondi di immagini che io girai ad Alcamo nel 91, riprese che furono vendute alla Rai
13. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 16:11
14. da franz | lunedì 2 giugno 2008 16:37
15. da gina | lunedì 2 giugno 2008 17:21
...quello che più mi colpisce di questa brutta storia sono le ultime righe. la madre che distrugge la lapide...Qui si evidenzia proprio la sicilianità estremista di molta della nostra gente. Questo mi fa più paura delle stragi.
Non so se mi fa paura ma di sicuro mi fa tristezza...la mafia non è che l'espressione organizzata di ciò che molti hanno dentro.
Qualunque cosa può esistere solo se ha il terreno su cui attecchire.
Ciao Roberto!
16. da debora | lunedì 2 giugno 2008 17:47
"Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta."
17. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 18:15
18. da debora | lunedì 2 giugno 2008 18:25
Io penso però che, rispetto al passato, c'è di diverso che, anche solamente a parole, si riesce maggiormente a condannare la mafia.
Poi magari, nella realtà, si agisce diversamente, però il fatto stesso, ad esempio, che noi siamo qui a parlarne e a dire che fa schifo, non ti pare un passo avanti?
Era così negli anni '90?
Non credo proprio!
19. da gina | lunedì 2 giugno 2008 18:32
20. da GG | lunedì 2 giugno 2008 18:32
21. da dyskolos78 | lunedì 2 giugno 2008 19:18
22. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 19:21
23. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 21:36
24. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 21:56
E anche se non è scritto da nessuna parte questo sicuramente vorrà dire che hai ripreso a scrivere per alcamo blog.
E io non posso farti altro che i migliori auguri,anche se la mia perplessita resta sempre.
Che non è per paura o omerta,come qualcuno ha detto in passato e che può dire anche adesso.
Ma solo perchè sono profondamente convinta, che quando parliamo di qualcosa automaticamente diamo importanza a quella cosa.
E siccome in questo caso è il male che spadroneggia, parlandone lo mettiamo su dei piedistalli che non merita.
Mi piace riflettere sul fatto che la madre rompe la tomba della figlia..!!
Chi ci dice che il suo gesto non sia stato solo di rabbia,nei riguardi della figlia perchè con il suo parlare ha perso la vita?
E tutte le altre notizie non sono state altro che montatura dei giornalisti?
25. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 22:07
Pure la chiesa, hanno chiuso il giorno dell'arrivo della bara....che mi dici di questo????
26. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 22:16
27. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 22:21
28. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 22:27
29. da RobertoScurto | martedì 3 giugno 2008 00:16
Cara Caterina penso solo che se uno parla di certe cose è per non dimenticarle e io non voglio dimenticare e stai certa che ne scriverò altri cento di articoli come questo. E il motivo è sempre lo stesso: scrivere per capire chi siamo e da dove veniamo.Troppa gente dimentica presto. Io non voglio!
30. da caterina | martedì 3 giugno 2008 00:21
31. da Aldebaran | martedì 3 giugno 2008 08:54
32. da mirexxa | martedì 3 giugno 2008 09:34
33. da gabbianella | mercoledì 4 giugno 2008 10:27
34. da Antonio_P | venerdì 6 giugno 2008 06:50
Peraltro è scritto benissimo.
Negli anni '70 ci fecero anche un ottimo film con Antony Queen che ormai, purtroppo, non circola più.
Ciao
35. da RobertoScurto | venerdì 6 giugno 2008 10:49
L'estate è lunga!
grazie ancora
a presto :)
36. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 11:42
non conoscevo la vita di Rita, non ne avevo mai sentito parlare....ma della mafia si.
Odio l'omertà, la falsità, odio la gente come la madre di Rita, odio la paura che incombe nelle persone nel solo sentire o pronunciare la parola "mafia". Odio dover stare attenti con ki parlare xkè il vero mafioso può essere un nostro amico, un nostro conoscente, può essere chiunque ma nn lo sappiamo. E sinceramente ragazzi, senza offesa, odio questo paese, odio questa terra tanto piena di splendore ma così piena di orrore. E' inutile parlare della mafia xkè ci sarà sempre, sarà sempre in mezzo a noi e, anche se non ce ne accorgiamo, sono sicura che è sempre lei che tiene i fili, i nostri fili xkè siamo noi le marionette. Non me ne volete xò xkè odio questo paese, ma sinceramente parlando, vi sembra un paese maturo? vi sembra che ci sia solidarietà tra noi cittadini? o magari l'unica cosa che conta veramente è come poter fregare il prossimo, come poter fare più soldi anche a discapito del più povero o del più indifeso!!!! La mia esperienza di vita mi ha insegnato a diffidare di tutti ed io, sinceramente,continuerò a farlo.
Baci a tutti.
37. da edera | mercoledì 11 giugno 2008 11:58
38. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 12:02
39. da mirexxa | mercoledì 11 giugno 2008 12:06
40. da caterina | mercoledì 11 giugno 2008 15:11
41. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 15:25
Io invece amo questa terra e questo paese. Qui vivono i mafiosi, sì, ma anche coloro che lottano contro la mafia. Il miglior modo per toglierci dalle palle la mafia e tutto ciò che gira intorno è per me amare questa terra.
42. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 16:09
43. da Zaucker | mercoledì 11 giugno 2008 16:09
Che schifo.
44. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 16:27
Zaucker ha detto una cosa vera. E' anche vero però che per ogni Don Ribaudo ci siamo almeno io e te (e tantissimi altri) che non la pensano allo stesso modo. E poi gli ha già ben risposto Maria Falcone.
45. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 16:43
46. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 16:48
Tra l'altro non c'è solo quelo che dici tu. Il nostro paese è molto più complesso. C'è il male ma anche il bene. A me piace vedere anche il secondo :-)
47. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 16:53
48. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:19
Giovani non mettiamoci i prosciutti davanti agli occhi e Caterina non frega niente a nessuno delle tue cazz...
49. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 17:22
Comunque, i politici ci hanno lasciato cenere, ma noi giovani senza prosciutto sugli occhi, cartoni animati inclusi, possiamo creare qualcosa di nuovo, di più bello: il nostro futuro! Cerchiamo di essere meno politici e polemici, solo più costruttivi!
50. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:24
51. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:27
52. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 17:30
53. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:34
54. da franz | mercoledì 11 giugno 2008 19:44
55. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 21:38
(Questa ramanzina è dedicata anche a me, sia chiaro)
56. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:02
c'è modo?
in che città abita lei attualmente? è disponibile ad incontri con gruppi interessati a questa storia?
57. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 23:30
Aaah, ma io mica ti voglio convincere. Ho solo espresso la mia opinione, eh :-))
Sempre continuando nella mia opinione (ma solo per amor loqui, mica per convincerti), penso che se adesso sono quello che sono è anche perché il mio paese mi ha dato una scuola ed una formazione adeguata. Per me questo è molto :-)
E poi se c'è il malaffare, beh, io ho molti amici, bravissime persone, e con loro mi trovo bene. Non sono tutti malfattori, eh!
Aggiungo che io non so provare, per carattere, né odio né rancore nei riguardi di alcuno. Forse sono molto ingegnuo e magari ho una visione troppo romantica delle cose, ma questo è il mio modo di vivere e pensare.
58. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:32
59. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:35
60. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:36
grazie!
61. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:37
cmq potremmo informarci tramite il sito...che dici?
62. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 23:39
63. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:40
Se vuoi, cara debora mandane una anche tu e vediamo che ci dicono :))
64. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:43
ps: il video di Lirio Abbate arriverà presto! ci sono stati problemi "tecinici" :'(
65. da Fefe | mercoledì 11 giugno 2008 23:49
66. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:51
67. da Fefe | mercoledì 11 giugno 2008 23:52