Lettura dati

Login utenti

Menu principale

Presentazione del progetto

Alcamo.it è il sito della città di Alcamo e del golfo di Castellammare: una web community per incontrarsi e un blog per informarsi e discutere di tutto.

Iscrizione alla newsletter

Informati con la newsletter:

I Web Memi di Alcamo.it

I Web Memi di Alcamo.it:
Lettura dati

Alcamo su Yahoo! Weather

Alcamo su Yahoo! Meteo:

Alcamo su Flickr

Alcamo su Flickr:

Alcamo su YouTube

Alcamo su YouTube:

Ultimi commenti

Ultimi commenti:

Iscriviti al gruppo Alcamo.it su Facebook

In questi giorni parliamo di...

Sostieni Alcamo.it

ALCAMO.IT on Facebook

La Community di Alcamo.it

Il blog di Alcamo.it

  • Roberto Scurto

    Il giudice e la picciridda

    di Roberto Scurto | lunedì 2 giugno 2008 08:15

    Rita Atria

    Roma, Quartiere Tuscolano. In una palazzina rosa di Viale Amelia c'è una finestra aperta al penultimo piano. Fa proprio caldo e l'unico rumore che si sente è il ronzio delle pale di enormi ventilatori. Rita, una ragazzina di 18 anni, sta studiando per gli esami di maturità. Sotto i libri il suo diario pieno zeppo di intime confessioni e di vari pensieri. Si alza spesso dalla sua scrivania, non riesce a concentrarsi e così guarda nervosamente, dalla finestra, i tetti delle case di fronte. Ogni tanto scende giù una lacrima, si asciuga il suo bellissimo viso con un fazzoletto di carta e torna a studiare.

    È l'estate del 1992, fa sempre più caldo e Rita si è sdraiata sul letto. Non si trova bene in questa grande città. Che ci fa una picciridda a Roma, una picciridda che non si era mai mossa dalla sua Partanna? Non si trova bene neanche in quella casa accogliente in viale Amelia perché non è sua. Le è stata affidata dal ministero dell'Interno in attesa del processo.

    Vorrebbe abbracciare la madre, ma lei è rimasta in Sicilia. Vorrebbe abbracciare il suo nuovo ragazzo, ma al momento non c'è. Non c'è nemmeno Piera, la cognata anche lei di Partanna, con la quale divide l'appartamento romano.

    Passano tante albe e tanti tramonti e arrivano puntuali anche gli esami di maturità. Non è poi tanto nervosa e sceglie velocemente la traccia del tema: "la morte del giudice Falcone ha riportato ad attualità il tema della mafia…".

    I suoi occhi fissano la parola mafia. In fondo questo argomento lo conosce bene, potrebbe scrivere decine di pagine su quello che ha vissuto a Partanna in casa sua. Proprio lì ha conosciuto la mafia, proprio tra quelle mura, quando vedeva suo padre e suo fratello e si intratteneva con il fidanzato.

    Il padre di Rita faceva il paciere a Partanna. Si chiamava Don Vito Atria, ufficialmente pastore di mestiere, ma era un uomo che si occupava di qualsiasi problema. Per tutti trovava soluzioni e fra tutti, metteva pace. Anche suo fratello Nicola faceva parte di Cosa Nostra e il fidanzato Calogero stava diventando anche lui un picciotto.

    A Partanna, così come ad Alcamo e nell'intera provincia, erano però scoppiate le guerre di mafia. I sanguinari corleonesi volevano in tutti i mandamenti solo uomini fidati e stavano cercando di spazzare via tutte le vecchie famiglie. A contendersi la Valle del Belice ce n'erano due: gli Ingolia e i Cannata. Quest'ultimi però erano molto più potenti e con l'aiuto dei Corleonesi, in piena ascesa in tutta la Sicilia, stavano vincendo la guerra di mafia a via di omicidi e agguati.

    Saranno decine e decine i morti in quella città tra il 1987 e il 1991. Tra questi anche il paciere di Partanna Don Vito Atria, il papà di Rita, ucciso due giorni dopo il matrimonio del figlio Nicola con Piera Aiello. Nicola era nervoso in quei giorni. Voleva vendicarsi, costi quello che costi. Rita, distrutta, riversava tutto il suo affetto e la sua devozione verso di lui. Nicola così le parlava delle persone coinvolte nell'omicidio del padre, del movente, di chi comanda in paese, delle gerarchie, di chi tira le fila… Rita era solo una ragazzina di diciassette anni ma stava diventando custode di segreti più grandi di lei.

    Nicola però non fa in tempo a vendicarsi perché anche lui verrà ucciso il 24 giugno 1991. Sua moglie, Piera Aiello, però inizierà presto a collaborare con la giustizia e farà arrestare tantissime persone. Calogero invece ripudia il fidanzamento con Rita, perché ormai lei è parente di Piera, una schifosa collaboratrice di giustizia. Rita ormai non ha più nessuno, resta sola.

    Non si vuole però arrendere come ha fatto sua madre. Condividendo tutto quello che stava facendo la cognata, decide che deve darsi da fare anche lei. Non può più tollerare i silenzi omertosi della mamma. "Io sono solo una ragazzina che vuole fare giustizia" scrive nel suo diario mentre i mafiosi di Partanna continuano ad uccidersi nelle strade del paese.

    Il 5 novembre del 1991 Rita esce di casa. Invece di andare a scuola va dritta nell'ufficio di Paolo Borsellino, allora procuratore a Marsala. " Mi chiamo Rita Atria e mi presento alla signoria vostra per fornire notizie e circostanze legate alla morte di mio fratello e all'uccisione di mio padre" dice emozionata al giudice.

    Borsellino inizia ad ascoltarla attentamente. Rita parla e tantissime persone finiscono in manette. In paese tutti ora la odiano e anche la madre non ne vuole più sapere di quella figlia che parla con gli sbirri. Borsellino sempre più preoccupato per le sorti della picciridda le dice chiaramente: "Piglia una cartina dell'Italia, taglia il triangolino della Sicilia e buttalo via per sempre. La Sicilia la devi dimenticare!"

    Rita così ora vive a Roma. Pensa continuamente a Paolo Borsellino dedicandogli tante pagine del suo diario. Anche il giudice ormai la considera come una figlia e fa di tutto per andarla a trovare a Roma. In quei famosi 57 giorni dalla morte di Falcone, Borsellino va due volte a Roma a trovarla. "Chissà come sta la picciriddda?" si chiedeva ogni qual volta i mass media davano brutte notizie.

    Il 19 luglio del 1992 purtroppo anche Borsellino salta in aria. Rita apprende la notizia dalla televisione. È crollato il suo mondo. Lo "zio Paolo" non ci sarà più a difenderla da tutto e tutti. Scrive nel suo diario: "Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita".

    È passata una settimana dalla strage di Via d'Amelio e a casa di Rita non c'è nessuno. È sola. Osserva con le lacrime agli occhi la luce proveniente dalla finestra e si avvicina a piccoli passi. Dopo pochi attimi si butta giù. È il 26 luglio 1992. Il suo corpo verrà trovato sul selciato sotto quella finestra al penultimo piano di viale Amelia. La caduta l'ha uccisa.

    Qualche tempo dopo i funerali, la madre ha preso un martello e ha fracassato senza pietà la lapide sulla tomba della figlia. Eccola la mafia, quel cancro così letale che distrugge anche il rapporto speciale tra madre e figlia.

    Condividi: OKNOtizie Del.icio.us Technorati Facebook Twitter

    Technorati tagsTag: , , , ,

    Categoria: Inchieste | Commenti chiusi (67)

    Commenti:

    • 1. da Antonio_P | lunedì 2 giugno 2008 08:36

      Contento di rileggerti Roberto.
    • 2. da Rivelino | lunedì 2 giugno 2008 09:36

      Complimenti Roberto, bellissimo e nello stesso tempo drammatico post di una tragedia dei nostri tempi da aggiungere alle decine e forse centinaia di questa terra martoriata. Il potere mafioso, trova sempre alleanze con chi per lucrosi ed illeciti guadagni la sostiene e la protegge. E da un po’ non la trovi più nelle coppole dei pastori o dei e dei proprietari terrieri, bensì nei colletti bianchi e cosa ancora più grave, nella politica clientelare con al seguito portaborse e galoppini. E, come scrissi in un altro commento, come l’araba fenicia – la mafia - si rigenera dalle proprie ceneri.
    • 3. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 10:10

      grazie antonio e rivelino...
      :)
    • 4. da baldocarollo | lunedì 2 giugno 2008 10:48

      la mafia oggi ha inquinato tutto e nel contempo si è pulita tutta. Oggi la mafia sono gli imprenditori e i politici. Ma la mafia è il potere quando il potere raggiunge il denaro. Invece il bene è la marginalità rispetto al potere, il bene perseguito semplicemente dalla gente normale. Ovunque nel mondo la mafia esiste ed è il potere, ed è vicina al potere. La mafia invece la cacciamo fuori se cacciamo fuori da noi l'ipocrisia e cerchiamo la verità. Mafia e verità sono inconciliabili. La mafia forse coincide con la verità se la verità è la morte e il male. E non è detto che l'essenza del mondo non sia morte e male.
      Ma io sono per il bene e la vita.
    • 5. da ghibli | lunedì 2 giugno 2008 11:14

      Ciao Roberto, felice del tuo ritorno :-)
      triste la storia della Rita picciriddra, diventata adulta prima nell'ambito della sua famiglia e dopo per aver dovuto prendere da sola decisioni più grandi di lei. Ma è proprio grazie a questi (spesso ignoti) personaggi che molto si è fatto e tanto ancora si dovrà fare nella lotta contro la mafia, anche se, come tanti, penso che la mafia sia un cancro con metastasi così espanse che difficilmente potrà essere guarito.
    • 6. da ghibli | lunedì 2 giugno 2008 11:33

      …e come dice Antonio, sfogando la sua rabbia, nell’altro post, finchè ognuno di noi sarà figlio dell’omertà, fidando solo sugli interventi delle forze pubbliche e delle istituzioni, la situazione non sarà mai diversa…
    • 7. da debora | lunedì 2 giugno 2008 12:39

      Intanto, Roberto, un grazie di cuore per essere tornato a scrivere.

      Questa storia, che conoscevo in maniera superficiale, raccontata in questo modo mi ha fatta emozionare.
      Non so perchè, ma mi sono vista nei panni della "picciridda".
      Non ho una famiglia mafiosa, non l'ho mai avuta e mi sono chiesta: cosa avrei fatto io al suo posto? Avrei denunciato?
      Difficile trovare risposta, ma qualcosa mi dice che lei abbia fatto la cosa giusta e che sarebbe un esempio da seguire.

      Grazie Robè!
    • 8. da Ginopito | lunedì 2 giugno 2008 13:13

      "Diario di una siciliana ribelle" di Marco Amenta (Il regista de "Il fantasma di Corleone") è un documentario su Rita Atria. Era nell'elenco dei film che avremmo fatto a Settembre-Ottobre. Con Caterina Stellino avevamo inventato un ciclo di film sul tema della legalità. Adesso ?
      Chi raccoglierà il suo testimone ?
      Pensiamo di proporre il film in ogni caso (anche senza contributi particolari dagli enti pubblici) ... certe memorie non vanno perdute.
    • 9. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 13:15

      grazie ragazzi, di cuore...

      quello che più mi colpisce di questa brutta storia sono le ultime righe. la madre che distrugge la lapide (ho a casa le foto del momumento fatto a pezzi da un martello).
      Qui si evidenzia proprio la sicilianità estremista di molta della nostra gente. Questo mi fa più paura delle stragi.
    • 10. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 13:35

      Grazie Roberto, ho conosciuto questa storia attraverso le notizie dei tg del tempo, in seguito ho letto un libro (Una ragazza contro la mafia) su come si erano svolti i fatti, e sono rimasta molto colpita dal coraggio di Rita...seguo il sito dell'associazione antimafia a lei dedicato, e nonostante ho letto decine di volte alcune pagine del suo diario e il suo tema di esame su Falcone, continuo a commuovermi....ma la cosa che mi rende più triste, è pensare, al momento,di quando bara di Rita arriva a Partanna è non c'è nessuno lì ad accoglierla...nemmeno la madre,......gesto che come madre non riesco a comprendere..... e per finire, pure parrocco della città chiude il portone della chiesa......dopo dieci anni la sua tomba ancora è senza nome, senza data di nascita e morte.
    • 11. da seddik | lunedì 2 giugno 2008 13:41

      Da Napoli con Affetto Stiima e Simpatia.- Roberto non ti chiedo ma mi sono chiesto il perchè della ta scelta.- Hai nuovamente vinto tu.- La forza delle Tue idee e delle Tue convinzioni ti hanno ben consigliato.- In Te c'è un seme che deve crescere.- E' un codice genetico non più modificabile.- La Sicilia ed i Siciliani hanno bisogno di persone come Te.- Avere il coraggio di scavare, di cercare, darsi una ragione dei tanti "PERCHE' ?" è un patrimonio che non può essere consumato in poco tempo.- Sono certo che il Tuo cercare, il Tuo capire dà fastidio a molti, ma credo che ALCAMO.IT sia la tua palestra ideale.- Ti esprimo tutta la mia solidarietà.- SCAVIAMO, CERCHIAMO ...INSIEME ...
    • 12. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 15:23

      Roberto
      finalmente sono riuscito a vedere Trapani colletti bianchi o qualcosa del genere, e con grande meraviglia mi sono accorto, che hanno montato circa 15 secondi di immagini che io girai ad Alcamo nel 91, riprese che furono vendute alla Rai
    • 13. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 16:11

      quella puntata di blu notte andrebbe fatta vedere in tutte le scuole. e su Alcamo c'è veramente tanto. si parla della strage di Alcamo Marina, si parla di Vincenzo Milazzo, della raffineria di droga scoperta nell'85, delle armi ritrovate in casa del carabiniere Bertotto di Alcamo facente parte dei servizi segreti ecc... Per non parlare poi di una marea di cose come Montalto, Palermo, Pizzolungo, Rita Atria, Rostagno, .... un capolavoro!
    • 14. da franz | lunedì 2 giugno 2008 16:37

      Per il sig. GinoPitò: la Signora Stellino sarebbe felice, sono sicuro, di sapere che l'impegno alla diffusione della cultura e della legalità nelle nuove generazioni continui malgrado la sua dolorosa assenza. Io personalmente, nel mio quotidiano impegno, conto anche su di lei affinchè questo sogno comune possa realizzarsi.
    • 15. da gina | lunedì 2 giugno 2008 17:21

      da Roberto:
      ...quello che più mi colpisce di questa brutta storia sono le ultime righe. la madre che distrugge la lapide...Qui si evidenzia proprio la sicilianità estremista di molta della nostra gente. Questo mi fa più paura delle stragi.

      Non so se mi fa paura ma di sicuro mi fa tristezza...la mafia non è che l'espressione organizzata di ciò che molti hanno dentro.
      Qualunque cosa può esistere solo se ha il terreno su cui attecchire.

      Ciao Roberto!

    • 16. da debora | lunedì 2 giugno 2008 17:47

      scrisse Rita nel suo diario, prima di uccidersi:
      "Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
      Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
      ma io senza di te sono morta."
    • 17. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 18:15

      Debora , la verita' e' che in molti con le parole , lottiamo contro la mafia, ma in verita' quando ci troviamo giornalmente dinanzi situazioni che puzzano di odor di mafia , cambiamo strada, come dice un vecchio proverbio siciliano, "iu mi fazzu lu me filaru". Siamo tutti responsabili di quello che succede in Sicilia, nessuno escluso. E' pur vero come si e' visto nel documentario di Trapani colletti ecc .. che anche le forze dell'ordine e i magistrati in passato sono rimasti coinvolti nella grande piovra. A volte credo che la Sicilia, sia un po come il governo colombiano. Ricordo che quando ad Alcamo ci fu' la guerra di mafia, nessuno reagi' vi fu una fiaccolata da parte di una chiesa e niente altro. Fu disertata invece la manifestazione dei sindacati. Credo che la mafia appartiene al dna dei siciliani, putroppo, e se qualcuno ha uno spirito "ribelle" deve fare i conti con una societa' che preferisce le "amiicizie" i favori il potere occulto. Credetemi io non vedo orizzonti con arcobaleni. Mi dispiace sono molto pessimista. Non ho mai conosciuto nessuno sentirsi orgoglioso di essere amico di un poliziotto o di un carabiniere, anzi e' piu' affascinante "annacarsi" con un pezzo da 90.
    • 18. da debora | lunedì 2 giugno 2008 18:25

      Stefano quello che dici è molto vero: siamo tutti bravi a parole, ma ciò che contano veramente sono le nostre azioni e il nostro coraggio nel prendere posizione!
      Io penso però che, rispetto al passato, c'è di diverso che, anche solamente a parole, si riesce maggiormente a condannare la mafia.
      Poi magari, nella realtà, si agisce diversamente, però il fatto stesso, ad esempio, che noi siamo qui a parlarne e a dire che fa schifo, non ti pare un passo avanti?
      Era così negli anni '90?
      Non credo proprio!
    • 19. da gina | lunedì 2 giugno 2008 18:32

      Infatti...molto più proficuo di "lottare" contro la mafia sarebbe smetterla di "annacarsi", anche perchè si rischia di perdere l'equilibrio e...cadere appena il pezzo da 90 si allontana :-)
    • 20. da GG | lunedì 2 giugno 2008 18:32

      Stefano ricordi la fiaccolata dopo il suicidio di Gaspare S. , il commerciante alcamese proprietario di una torrefazione nel corso? si fece pure una fiaccolata in quell'occasione. Era settembre 1997 mi pare... Alla fiaccolata contro il pizzo non partecipò quasi nessun commerciante e nemmeno ai funerali. Solo il sindaco Ferrara si era costituito parte civile nel processo scaturito dall'operazione Cadice... oggi la situazione non è cambiata. Si paga un pò meno , ma ora pagano tutti.
    • 21. da dyskolos78 | lunedì 2 giugno 2008 19:18

      Una volta, quand'ero ragazzetto divenni "amico" di un tipo che - devo dire - era molto simpatico, si presentava bene, educato, e raccontava cose interessanti sulla sua vita. Poi venni a sapere che era un pezzo da novanta e - magia - un bel giorno sentii al tg che l'avevano fatto fuori. Forse ho rischiato di finire mio malgrado nell'organizzazione? Uhmm... Certo che se non stai attento...
    • 22. da RobertoScurto | lunedì 2 giugno 2008 19:21

      ho dimenticato a firmare il commento 21, perchè ero io collegato però dal pc della zita... scusate! :)
    • 23. da stefano | lunedì 2 giugno 2008 21:36

      Ricordo la fiaccolata Roberto, ricordo tutto, anche perche' quel caso e' stato scoperto nella redazione(giornalisti d'altri tempi) dove io lavoravo come cameraman. Una storia triste , che Alcamo ahime' ha dimenticato in fretta.
    • 24. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 21:56

      Nel leggere questo post ho provato un immensa gioia,non per quello che c'è scritto,ma per te che lo hai scritto.

      E anche se non è scritto da nessuna parte questo sicuramente vorrà dire che hai ripreso a scrivere per alcamo blog.

      E io non posso farti altro che i migliori auguri,anche se la mia perplessita resta sempre.

      Che non è per paura o omerta,come qualcuno ha detto in passato e che può dire anche adesso.
      Ma solo perchè sono profondamente convinta, che quando parliamo di qualcosa automaticamente diamo importanza a quella cosa.

      E siccome in questo caso è il male che spadroneggia, parlandone lo mettiamo su dei piedistalli che non merita.

      Mi piace riflettere sul fatto che la madre rompe la tomba della figlia..!!
      Chi ci dice che il suo gesto non sia stato solo di rabbia,nei riguardi della figlia perchè con il suo parlare ha perso la vita?
      E tutte le altre notizie non sono state altro che montatura dei giornalisti?
    • 25. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 22:07

      Caterina! ma che diavolo dici.....informati bene prima di dire..."montatura di giornalisti".

      Pure la chiesa, hanno chiuso il giorno dell'arrivo della bara....che mi dici di questo????
    • 26. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 22:16

      Come mai hanno chiuso la Chiesa?
    • 27. da Marjolaine | lunedì 2 giugno 2008 22:21

      Cateriii? pure il parroco aveva paura......il funerale è stato celebrato dopo due anni dalla morte, senza bara...grazie all'impegno dell'associazione antimafia "Rita Atria"...vai sul sito e leggi...e poi forse puoi dire la tua.
    • 28. da caterina | lunedì 2 giugno 2008 22:27

      Lo farò,grazie del messaggio.
    • 29. da RobertoScurto | martedì 3 giugno 2008 00:16

      da Caterina: "quando parliamo di qualcosa diamo importanza a quella cosa. E siccome in questo caso è il male che spadroneggia, parlandone lo mettiamo su dei piedistalli che non merita".

      Cara Caterina penso solo che se uno parla di certe cose è per non dimenticarle e io non voglio dimenticare e stai certa che ne scriverò altri cento di articoli come questo. E il motivo è sempre lo stesso: scrivere per capire chi siamo e da dove veniamo.Troppa gente dimentica presto. Io non voglio!
    • 30. da caterina | martedì 3 giugno 2008 00:21

      E allora scrivi...:)-
    • 31. da Aldebaran | martedì 3 giugno 2008 08:54

      Roberto complimenti, hai scelto la chiave giusta per il tuo gradito ritorno su questo blog. Purtroppo l'argomento che proponi, al di la della triste vicenda di Rita Adria, è ormai datato. Forse immerso nei tuoi studi non ti sei accorto che l'attuale emergenza di questo balzano paese non è più la mafia o camorra o 'ndrangheta, o peggio ancora la corruzione dei politici. Oggi quello che sconvolge le vite dei benpensanti sono i nomadi e l'immigrazione clandestina, basta vedere l'enorme spazio dato a questi temi sui tg nazionali. A parte l'amarezza di questa mia celia, debbo dire che personalmente da qualche anno evito approfondimenti su tematiche come quelle proposte da te; mi fa stare troppo male ascoltare queste storie e registrare che niente cambia, che nessuno s'indigna più di tanto. Prima ero un famelico spettatore di trasmissioni che avevano sempre per tema la mafia et similia, es. samarcanda, sciuscia, report. Quando mi sono reso conto che le persone (o meglio i politici) che venivano additate come molto vicine a questi tristi fenomeni, addirittura ne traevano vantaggi elettorali, ho capito che è drammaticamente inutile sperare che qualcosa possa cambiare nella nostra mentalità, almeno a breve termine.
    • 32. da mirexxa | martedì 3 giugno 2008 09:34

      la storia di Rita la conoscevo più o meno...certo una cosa è leggerla sui giornali, un'altra è leggerla così...come a molti mi ha turbato il dissociarsi della madre in modo plateale dalla figlia, fino al gesto miserabile di spaccare la lapide...mi ha messo tanta tristezza sapere questa cosa...se una madre fa questo...una che non ha niente da perdere avendo già perso il marito e il figlio...che schifo... :-(
    • 33. da gabbianella | mercoledì 4 giugno 2008 10:27

      Il pensare a questa bambina lasciata sola a se stessa, ai suoi pensieri tristi nella sua stanzetta, alla quale, per colpa dell'ignoranza e della paura, e'stato negato pure l'amore materno mi ha provocato una grande rabbia e tristezza e non ho potuto fare a meno di commuovermi (come capita a chiunque credo sentendo notizie di questo genere). Grazie Roberto per avermi ricordato questa storia, storie come questa ce ne sono moltissime che conosciamo e non, storie dove le parti piu' deboli e indifese pagano le conseguenze piu' pesanti, storie di dolori inaccettabili e senza confini, storie di mafia appunto.
    • 34. da Antonio_P | venerdì 6 giugno 2008 06:50

      Roberto, leggi, se puoi, Zorba il Greco di Nikos Kazantzakis e anche se sembrerà non centri niente capirai invece molte cose nascoste a chi non vuol vedere della società greco-arabica di cui è stata ed è ancora impregnata gran parte della società siciliana e della diversità sul sentire del popolo e della borghesia.
      Peraltro è scritto benissimo.
      Negli anni '70 ci fecero anche un ottimo film con Antony Queen che ormai, purtroppo, non circola più.

      Ciao
    • 35. da RobertoScurto | venerdì 6 giugno 2008 10:49

      Grazie Antonio,lo leggerò sicuramente appena finisco i due libri che sto leggendo.
      L'estate è lunga!
      grazie ancora
      a presto :)
    • 36. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 11:42

      Salve a tutti,
      non conoscevo la vita di Rita, non ne avevo mai sentito parlare....ma della mafia si.
      Odio l'omertà, la falsità, odio la gente come la madre di Rita, odio la paura che incombe nelle persone nel solo sentire o pronunciare la parola "mafia". Odio dover stare attenti con ki parlare xkè il vero mafioso può essere un nostro amico, un nostro conoscente, può essere chiunque ma nn lo sappiamo. E sinceramente ragazzi, senza offesa, odio questo paese, odio questa terra tanto piena di splendore ma così piena di orrore. E' inutile parlare della mafia xkè ci sarà sempre, sarà sempre in mezzo a noi e, anche se non ce ne accorgiamo, sono sicura che è sempre lei che tiene i fili, i nostri fili xkè siamo noi le marionette. Non me ne volete xò xkè odio questo paese, ma sinceramente parlando, vi sembra un paese maturo? vi sembra che ci sia solidarietà tra noi cittadini? o magari l'unica cosa che conta veramente è come poter fregare il prossimo, come poter fare più soldi anche a discapito del più povero o del più indifeso!!!! La mia esperienza di vita mi ha insegnato a diffidare di tutti ed io, sinceramente,continuerò a farlo.
      Baci a tutti.
    • 37. da edera | mercoledì 11 giugno 2008 11:58

      Non disperare,non diffidare,non perdere le speranze,non gettare mai la spugna,non arrenderti....in mezzo a tanto fango,esiste l'acqua pulita,dietro le nuvole ricorda splende sempre il sole,arrendersi vuol dire fare il loro gioco....pensa ke loro sono sempre la minoranza,presto o tardi,tutto cambierà.....lotta e sii sempre te stessa!
    • 38. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 12:02

      Solitude, il tuo grido di rabbia nasce di sicuro da una grande sensiblita' e dalla capacita' di immedesimarsi nel dolore negli innocenti, quindi non ci fa caso nessuno quando dici che odi questo paese, perche' si capisce a cosa ti riferisci. Hai detto delle grandi verita' pero' a volte gli altri possono sorprenderci in positivo, non perdiamo la speranza che questo schifo possa cambiare.
    • 39. da mirexxa | mercoledì 11 giugno 2008 12:06

      solitude, la cosa peggiore è l'indifferenza...ben venga l'odio, che è un sentimento che dall'amore a volte lo separa una linea sottilissima!!!
    • 40. da caterina | mercoledì 11 giugno 2008 15:11

      Infatti edera l'aqua pulita toglie il sudiciume che mandiamo agli altri.E come quando tu fai lo sciampo,prima insaponi e dopo sciaqui e cosi' va via tutto.
    • 41. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 15:25

      Solitude: "E sinceramente ragazzi, senza offesa, odio questo paese, odio questa terra"


      Io invece amo questa terra e questo paese. Qui vivono i mafiosi, sì, ma anche coloro che lottano contro la mafia. Il miglior modo per toglierci dalle palle la mafia e tutto ciò che gira intorno è per me amare questa terra.
    • 42. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 16:09

      Appoggio Dyskolos e appoggio anche una mozione d'espulsione per la Donna di Spade.
    • 43. da Zaucker | mercoledì 11 giugno 2008 16:09

      Qui vivono anche i preti come Don Ribaudo che a Palermo si oppongono all'intitolazione di Piazza Magione a Giovanni Falcone.
      Che schifo.
    • 44. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 16:27

      Grazie Gem, io appoggio te :-)

      Zaucker ha detto una cosa vera. E' anche vero però che per ogni Don Ribaudo ci siamo almeno io e te (e tantissimi altri) che non la pensano allo stesso modo. E poi gli ha già ben risposto Maria Falcone.
    • 45. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 16:43

      Scusate, io non odio il mio paese solo perchè c'è la mafia (che si trova ovunque) ma per la gente che non sa ragionare, per la gente che sbaglia in continuazione e che nemmeno magari se ne accorge del male che fa. Mi fa piacere x te dyskolos78 che ami il tuo paese, ma tu dimmi: chi lotta contro la mafia? dimmi, chi lo fa.... è mai possibile che per poter lavorare bisogna andare per forza da qualche politico altrimenti non ti piglia nessuno? Che le persone fanno un giro di telefonate per sapere dove hai lavorato e perchè te ne sei andato??? è giusto, secondo te, nel 2008 lavorare ancora in nero? e che ai titolari non importa nulla del tuo futuro, se avrai la pensione o no, ciò che importa è sempre riempirsi le tasche anche con il tuo sudore. Lo trovi giusto tu che ami il tuo paese fatto di ipocrisia, di gente corrotta, di gente vilgliacca....a me tutto questo fa solamente schifo, schifo e schifo!! e preferisco fermarmi qui e nn continuare xkè ce ne sarebbero cose da dire, a volontà.
    • 46. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 16:48

      Beh, solitude, non è che dici cose sbagliate. Ci sono tanti problemi, non viviamo nel paese delle meraviglie. Però non mi piace sputare nel piatto dove ho mangiato onestamente. E poi io lo amo anche per una questione di metodo :-))

      Tra l'altro non c'è solo quelo che dici tu. Il nostro paese è molto più complesso. C'è il male ma anche il bene. A me piace vedere anche il secondo :-)
    • 47. da solitude | mercoledì 11 giugno 2008 16:53

      a me questo paese nn mi ha mai regalato nulla, quindi non mi sembra che sto sputando nel piatto dove ho mangiato. X favore, mi fai un esempio del "BENE" che c'è nel nostro paese?? Solo uno, Magari così posso cambiare idea.
    • 48. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:19

      Solitude ha ragione, e io lo dico non perche' sputo nel piatto dove mangio, ma perche' riconoscendo che sono fortunata ad avere un lavoro devo avere l'onesta' di riconoscere che le generazioni e le classi politiche passate ci hanno lasciato solo cenere, ci hanno rubato il futuro, quello che noi possiamo avere lavorando quanto hanno lavorato i nostri padri e' solo un terzo di quello che hanno ottenuto loro.
      Giovani non mettiamoci i prosciutti davanti agli occhi e Caterina non frega niente a nessuno delle tue cazz...
    • 49. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 17:22

      Acc... Gabbianella ha ragione!!! Non ce ne sbatte na mazza! :D
      Comunque, i politici ci hanno lasciato cenere, ma noi giovani senza prosciutto sugli occhi, cartoni animati inclusi, possiamo creare qualcosa di nuovo, di più bello: il nostro futuro! Cerchiamo di essere meno politici e polemici, solo più costruttivi!
    • 50. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:24

      Io non scendo di solito a questi livelli, ma mi hai rotto, sei un esempio di cafonaggine assoluta, rovini tutte le discussioni piu' delicate inquinandole con il tuo egoismo e parlando sempre e solo di te stessa, ma se siamo un a montagna di merda perche' sei sempre qui'?
    • 51. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:27

      gEmnet credimi non volevo essere politica, mi riferivo sia alle classi politiche di destra che a quelle di sinistra ;-)
    • 52. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 17:30

      Io non mi riferivo a te ;) dicevo solo che si può risolvere tutto senza immischiare la politica!!!!! Idee dai giovani, cittadini... da tutti!! E poi trasmetterli ai politici!!! Cioè far partire una nuova idea da noi, perché lasciare l'iniziativa a chi non ha problemi... non è la stessa cosa! Capisci?
    • 53. da gabbianella | mercoledì 11 giugno 2008 17:34

      gEmnet il problema e' che loro, i politici, hanno in mano tutto, pensi che hanno in mente il bene dei giovani ... e in generale il bene? E allora perche' fanno il male? Non penso gli mancano le idee e' solo che siamo in mano a dei ...come dire... dei mascalzoni? Poi .... credimi, spero che tu abbia ragione
    • 54. da franz | mercoledì 11 giugno 2008 19:44

      Per molte persone non si tratta di sputare nel piatto dove mangia. Semmai si tratta, a forza di compromessi, di prendere le distanze da tutti quelli che, sfruttando il lavoro della gente onesta, che non intende "leccare" nessuno per sopravvivere, hanno mangiato, mangiano e continueranno a mangiare. Ed è chiaro che se ti trovi in situazioni di assoluta necessità, devi scendere per forza a compromessi. Ed odiare è un diritto.
    • 55. da gEmnet | mercoledì 11 giugno 2008 21:38

      Scusate, va bene che il post parla del Giudice e la Picciridda, dell'ultima sappiamo, ma il giudice dov'è? Non chiede scusa e non dovete minimamente pensare a raccontare la vostra vita privata, così come non è corretto, per una questione di privacy pubblicare messaggi privati! Non che diano fastidio, attenzione: creano polemiche su polemiche! Il miglior modo di agire in questi casi è l"ipse dixit dei filosofi greci. Ovvero ignorare, prendere atto di quel che si dice ma ignorare. Su, si parla d'altro dai!!
      (Questa ramanzina è dedicata anche a me, sia chiaro)
    • 56. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:02

      sarebbe molto interessante incontrare Piera Aiello.
      c'è modo?
      in che città abita lei attualmente? è disponibile ad incontri con gruppi interessati a questa storia?
    • 57. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 23:30

      Solitude: ""a me questo paese nn mi ha mai regalato nulla, quindi non mi sembra che sto sputando nel piatto dove ho mangiato. X favore, mi fai un esempio del "BENE" che c'è nel nostro paese?? Solo uno, Magari così posso cambiare idea".


      Aaah, ma io mica ti voglio convincere. Ho solo espresso la mia opinione, eh :-))

      Sempre continuando nella mia opinione (ma solo per amor loqui, mica per convincerti), penso che se adesso sono quello che sono è anche perché il mio paese mi ha dato una scuola ed una formazione adeguata. Per me questo è molto :-)

      E poi se c'è il malaffare, beh, io ho molti amici, bravissime persone, e con loro mi trovo bene. Non sono tutti malfattori, eh!

      Aggiungo che io non so provare, per carattere, né odio né rancore nei riguardi di alcuno. Forse sono molto ingegnuo e magari ho una visione troppo romantica delle cose, ma questo è il mio modo di vivere e pensare.
    • 58. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:32

      Invito tutti a rispettare l'argomento del post. Preferisco avere la metà dei commenti all'articolo che 100 dove ci si azzuffi inutilmente pieni di chiacchiere sterili. Ma non tanto per me ma per rispetto verso il tema affrontato che non è di certo frivolo come molti commenti che ho appena letto. Per favore: spostatevi sui memi o sul privato per i litigi. grazie...
    • 59. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:35

      Cara debora concordo in pieno per un incontro con Piera Aiello, è una delle poche che può veramente parlarci di antimafia avendola vissuta sulla propria pelle senza la bandierina di in partito (almeno sono stato informato così). Bisogna vedere se la signora è disposta e se sta ancora in Sicilia... (???)
    • 60. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:36

      Roberto per caso sapresti rispondere al mio commento numero 77?
      grazie!
    • 61. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:37

      scusa Roberto....non avevi ancora inviato quando ho scritto il mio ultimo commento. sorry.

      cmq potremmo informarci tramite il sito...che dici?
    • 62. da dyskolos78 | mercoledì 11 giugno 2008 23:39

      Ooopppss... "ingegnuo", ma come scrivo? O_O
    • 63. da RobertoScurto | mercoledì 11 giugno 2008 23:40

      Vale la pena tentare. L'associazione Rita Atria è molto seria, almeno dal sito sembra che sia così. Domani invierò una mail. Magari potremmo invitarla a parlare da qualche parte ad Alcamo...
      Se vuoi, cara debora mandane una anche tu e vediamo che ci dicono :))
    • 64. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:43

      senz'altro Roberto. ne manderò una anch'io!

      ps: il video di Lirio Abbate arriverà presto! ci sono stati problemi "tecinici" :'(
    • 65. da Fefe | mercoledì 11 giugno 2008 23:49

      robè se ti serve un posto per un incontro sai a chi rivolgerti!!! e poi il tema della mafia ci è molto a cuore visto che la nostra ex-vice-sindaco ci teneva molto! lo si potrebbe dedicare a lei questo momento!!!
    • 66. da debora | mercoledì 11 giugno 2008 23:51

      il posto sarebbe la sede di segni Nuovi?
    • 67. da Fefe | mercoledì 11 giugno 2008 23:52

      si

    Ultimi articoli correlati:

    - Racconti di fine estate: 2 - Destarsi ad occhi chiusi di Domenico Piccichè
    - Piera Aiello, testimone di giustizia dimenticata dallo Stato di Roberto Scurto
    - I turisti non li vogliamo di Rita Cane
    - Due appuntamenti estivi con Segni Nuovi di Alcamo.it
    - Bombe per tutti di Antonio Pignatiello
    - Le considerazioni di Massimo Ferrara sulla sanità regionale di Alcamo.it
    - Dell'Ospedale di Alcamo, dei chirurghi e dei tagliaborse di Baldo Carollo
    - La storia era lui di Irene Stellino
    - Con occhi storti di Antonio Pignatiello
    - Modernità della Sicilia ovvero l'esportazione della palma di Domenico Piccichè
    - Ospedale di Alcamo: assicurazioni dal governo regionale di Alcamo.it
    - Sicilia e sviluppo: un (cattivo) esempio di Francesco Vutano
    - Paolo Borsellino, 17 anni dopo di Alcamo.it
    - Il governatore Lombardo fa shopping di Roberto Scurto
    - Un corteo per Giuseppe Linares di Alcamo.it

    Ultimi articoli di Roberto Scurto:

    - Piera Aiello, testimone di giustizia dimenticata dallo Stato
    - Il governatore Lombardo fa shopping
    - Vincenzo Rimi in manette
    - La fine di Vincenzo Milazzo
    - La crisi finanziaria
    - Vito Guarrasi, l'uomo dei misteri
    - I massoni con la coppola
    - La donna che sfidò i Rimi
    - Breve post pre-elettorale
    - Accadde domani
    - I retroscena di un benservito
    - L'altra faccia di Cuffaro
    - Tra Veltroni e Papania
    - Franca Viola
    - Giangiacomo Ciaccio Montalto